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Festival Internazionale di Cinema e Donne: 40esima edizione, dal 21 al 25 Novembre

Il Festival Internazionale di Cinema e Donne festeggia quest’anno i suoi quarant'anni di attività: un traguardo importante per una delle più longeve manifestazioni al mondo dedicate al ruolo delle Donne, nel cinema e nella società. L’anniversario del festival cade nell’anno del #metoo e delle contestazioni per la scarsa presenza femminile nella cinematografia internazionale: il titolo del festival 2018, Dis/Uguali, diventa quindi una sorta di 'grido di battaglia' per rivendicare le tante risorse e i talenti al femminile esistenti nel cinema, europeo e non solo. Saranno 42 i film in programma dal 21 al 25 Novembre al cinema La Compagnia, tante le anteprime, tra documentari, corti, film d’arte e d'animazione. 7 i premi da consegnare alle autrici, oltre agli storici Premio Gilda e Premio Sigillo della Pace, si saranno i Premi Angela Caputi, Maestre del Cinema e Esordi Straordinari, novità di questa edizione.
Come ogni anno, alle ore 19.00, nella saletta MyMovies del cinema La Compagnia, i Talk, incontri aperti al pubblico, con le registe ospiti. Le Masterclass saranno affidate alle grandi maestre del cinema come Lea Pool, la più importante regista canadese, Marie Castille Mention-Schaar, poliedrica protagonista della scena mediatica francese, tra giornalismo produzione e distribuzione. Per l'Italia, ci sarà una masterclass/spettacolo di Emanuela Piovano, che racconterà il suo rapporto con il cinema, dall'underground alla distribuzione di film specialissimi e sorprendenti. All'Istituto Tedesco, invece, masterclass allargata, con la mappatura nella Distribuzione internazionale al femminile, dalla Basis, di Clara Burckner, centro di propulsione del nuovo cinema tedesco, ai nuovi film presentati da Karolina Burckner.
Due le tematiche principali che fanno da filo rosso a questa edizione: la maternità, indagata con ironia, attenzione, rispetto e dissacrazione e l’adolescenza, con i suoi misteriosi percorsi
Tre mostre accompagneranno lo svolgimento del Festival. Le due dimensioni del Cinema, con le fotografie di Amalie Rotschield e quadri di Gianni Dorigo si svolgerà a Immaginaria Arti Visive Gallery, via Guelfa 22/a, dal 17 al 21 novembre.
Nel foyer del cinema sarà allestita la mostra Impressioni Fotografiche, personaggi, situazioni e sguardi originali su momenti di alcune edizioni del Festival Internazionale di Cinema e Donne, con scatti dell'autrice di reportage di grande successo su Cina e America, la fotografa e filmmaker Amalie R. Rothschild. In esposizione anche i Video – Ritratti di Dominique Cabrera e di Margaret Atwood dell’artista fiorentina Matilde Gagliardo.
Infine, presso la Fornaciai Art Gallery (Borgo San Jacopo 53), il mistero della seduzione nei quadri di Gianni Dorigo realizzati per il film Seguimi (inaugurazione 20 novembre ore 18, alla presenza dell'attrice Maya Murofushi).
Serata di apertura del Festival Internazionale di Cinema e Donne, mercoledì 21 novembre (ore 21) con il Premio Sigillo della Pace del Comune di Firenze a Marie Castille Mention-Schaar, della quale verrà proiettato il film La Fête des mères, dove si affronta in modo corale il tema universale della maternità, sottolineando la forza della relazione materna.
Il Premio Sigillo della Pace sarà consegnato anche alla più importante e nota regista canadese Léa Pool (sabato 24 novembre ore 21) che presenta due film al Festival, entrambi in anteprima italiana, Et au pire, on se mariera (sabato 24, ore 21) e La Passion d'Augustine (domenica 25 ore 17.20).
Tra le tante le registe presenti, che provengono dai paesi che in questi decenni hanno tracciato la strada dell’uguaglianza nel cinema e quindi nella società, alcune appartengono alla generazione che ha saputo, per prima, infrangere regole non scritte e quindi più restrittive, come la celebre regista svedese Suzanne Osten, nota per la sua capacità di portare in scena il rapporto madre-figli, in questo caso quello difficile, ma anche fantastico, tra una bambina di otto anni che cerca di mettere in fuga i demoni della madre schizofrenica (Flickan, mamman och demonerna giovedì 22 ore 21); dal Québec una documentarista on the road, accanita pacifista. Probabilmente la più importante del suo paese che è patria della migliore scuola documentaria del mondo. Helen Doyle è anche una grande artista che sperimenta tecniche, formati, e fonde, sullo schermo, danza, acrobazia e pittura, performance. In rappresentanza della nuova generazione dell'Est i film di Maria Sadowska, The art of loving (sabato 24 ore 22.30), film campione di incassi in Polonia, storia di un manuale "scandaloso" e rivoluzionario e della sessuologa che lo scrisse; di Tereza Nvotovà, Filthy, (Venerdì 23 ore 18) racconto raffinato e durissimo, e al tempo stesso politico, di un’adolescente vittima di uno stupro.
Numerosa la platea delle registe italiane: Emanuela Piovano: dall’esordio de Le rose blu, (mercoledì 21.00 ore 15, saletta Mymovies), film cult del femminismo e della sperimentazione, fino alla storia della sua impresa culturale "Kitchen Film”, casa di distribuzione del film evento che il festival dedica alla giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: La bella e le bestie, di Kaouther Ben Hania (Domenica 25 Novembre, ore 21), ispirato ad una storia vera, l’incubo vissuto dalla protagonista Miriam nell’arco di una notte.
Giovanna Gagliardo, la regista che ha inventato uno stile nuovo nel documentario firmando la sceneggiatura di uno dei pochi film che hanno raccontato il ‘68 italiano, diretto da Miklós Jancsó, La pacifista, (mercoledì 21, ore 17) interpretato da Monica Vitti, fino al recentissimo Il mare della nostra storia (sabato 24 ore 17.30), dedicato all'attualissimo, quanto scottante, tema della Libia.
Margherita Ferri, autrice del film presentato a Venezia, Zen sul ghiaccio sottile, dedica al tema della diversità e delle famiglie che la accolgono il suo corto Odio il rosa! (domenica 25, ore 15).
Due gradite presenze maschili, Claudio Sestieri, con il suo film, Seguimi (mercoledì 21, ore 17) la sceneggiatura di Patrizia Pistagnesi e costumi di Lia Morandini, e l'austriaco Peter Stephan Jungk, con Tracking Edith che racconta la nota fotografa e riscoperta spia, al servizio dell'Unione Sovietica, attiva in Inghilterra durante la Guerra Fredda, Edith Tudor-Hart.
Il programma di corti, che apre tutti i pomeriggi del Festival, presenta Emanuela Mascherini, Carolina Mancini, Sandra Somigli, Alice Rotiroti, Gloria Aura Bortolini, Renata Berti. Asya Mozhegova e Kirsten Gaynet.
Programma completo su:
www.cinemalacompagnia.it
www.iwfffirenze.it






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