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Nuovo appuntamento all'Istituto Francese di Firenze con le Le giornate del cinema quebecchese

Lo sguardo delle donne sul mondo, forte, innovativo e attuale, che interpreta i conflitti generazionali, religiosi e politici; il rapporto tra madri e figlie, tra donne e lavoro, tra soprusi e violenza di genere: sono questi i temi al centro della XVI edizione de “Le giornate del cinema quebecchese/Journées du cinéma québécois en Italie”, la rassegna dedicata al nuovo cinema canadese del Québec - quest’anno dal titolo Impetus e dedicato alla regia al femminile - che si terranno il 21 e 22 marzo presso Institut français Firenze (piazza Ognissanti, ingresso libero).

“Questa edizione – ha spiegato il regista canadese Joe Balass, curatore della rassegna - valorizza lo sguardo al femminile. Sono le donne, spesso registe esordienti, a ricostruire le paure, a immaginare gli amori, a intuire le follie. In questo cinema che arriva dal Québec, le voci come sempre sono sussurrate, in una rapsodia di emozioni e di contraddizioni. Alla ricerca della felicità, tra il tempo perduto e quello immaginato, racconti di emancipazione, di sessualità, di solidarietà”.

In programma, al festival dedicato al cinema dal Québec, una selezione di film di registe donne, con tre lungometraggi e quattro corti in anteprima che vanno a toccare i temi della libertà sessuale, dell'impatto delle nuove tecnologie nella vita quotidiana, delle relazioni di una generazione, quella dei millennials, tra crisi esistenziali e rivoluzioni digitali, fino ai complicati rapporti tra madri e figlie. Si tratta di un affresco contemporaneo, sperimentale e indipendente del Québec di oggi, che segue il filo rosso del titolo della rassegna “Impetus”, parola declinata quest'anno tutta al femminile.

Inaugurazione e programma

Sarà la regista Jennifer Alleyn e l’attrice Pascale Bussières a inaugurare il festival a Firenze con la proiezione di Impetus - il film da cui prende spunto il titolo dell’edizione 2019 - e che tra documentario e fiction, descrive e narra i sentimenti della regista stessa dopo una forte delusione d'amore e riflette sull’origine del movimento e dell’impeto creativo (selezionato al Torino Film Festival del 2018).

Tra i lungometraggi in programma Claire l’hiver, di Sophie Bédard Marcotte (22/03) su una storia di una crisi, che affonda le sue radici nel disagio del contemporaneo, nella trasformazione tecnologica e digitale della comunicazione e delle relazioni sentimentali e Sashinka, di Kristina Wagenbauer (22/03), sulla storia di Sasha, una giovane musicista russa, che si vede improvvisamente piombare in casa la madre, alla vigilia del suo primo concerto da professionista.

Tra i cortometraggi in programma e selezionati per la 16/ma edizione ci sono anche Fauve, di Jérémy Comte, candidato agli Oscar 2019, nella sezione Miglior Cortometraggio. Il film, ambientato in una miniera a cielo aperto, racconta di due giovani che si lanciano in un gioco di potere malsano, il cui unico testimone è la natura. E poi Macrocosmic, di Craig Commanda; Pile ou Face, di Fernand-Philippe; Nouvel, an di Marie-Ève Juste.

La rassegna è organizzata in collaborazione con il Conseil des arts et des lettres du Québec, la Société de développement des entreprises culturelles du Québec, la Delegazione del Québec a Roma, l’Ambasciata del Canada in Italia, il Conseil des arts du Canada, l’Institut français Milano e l’Institut français Firenze.

Tutti i film sono in lingua originale con sottotitoli in italiano.
Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.






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