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Il Festival di Locarno premia John Waters: in Mediateca i film, la biografia e gli articoli sul "re del trash"

Probabilmente, all’inizio della sua carriera, quel ragazzo del ceto medio, cresciuto in una famiglia cattolica che adorava Fellini, Bergman, Borroughs, Freud e Russ Meyer e che amava realizzare cortometraggi bizzarri e politicamente scorretti, non avrebbe mai pensato che, un giorno, avrebbe ricevuto un premio in uno dei più importanti festival mondiali.

John Waters, “the pope of trash”, verrà premiato, venerdì 16 agosto, con il Pardo D’onore Manor alla 72esima edizione del Locarno Film Festival.

Come ha dichiarato Lili Hinstin, la direttrice artistica del Locarno Film Festival: “La sua opera sfrontata, ludica e gioiosa, è un simbolo di libertà lontano dal “politicamente corretto” che regna oggi. Il suo impegno politico ed estetico è fondamentale in questi tempi e sono estremamente felice e onorata di condividere il suo incredibile lavoro con il pubblico di Locarno”.

Oltre alla premiazione, il regista di "Pink Flamingos", verrà omaggiato, nel corso dell’intera edizione, con una programmazione di alcuni dei suoi film (“A Dirty Shame”, “Female Trouble”, “Polyester”, “Cecile B.Demented”) e sarà presente alla proiezione di “A Dirty Shame” e “Female Trouble”.

All’interno dell’archivio della Mediateca è possibile trovare articoli, biografie e film di questo regista eccentrico e trasgressivo.
Segnaliamo “Shock”, l' autobiografia scritta da John Waters nel 2000, (pubblicata da Lindau) in cui il regista di Baltimora, con il suo linguaggio sempre ironico e graffiante, parla dei suoi film e spiega le basi e la teoria del suo cinema, solo apparentemente goliardico.

Tra gli scaffali si può trovare anche un bell’articolo, scritto nel 1997, da Franco La Polla su Cineforum e, in visione, su prenotazione, è possibile guardare tre delle sue pellicole: “A morte Hollywood”, “Polyester” e “La signora Ammazzatutti”.

Inoltre, per chi vuole ampliare le proprie conoscenze di quelli che, una volta, erano considerati film si serie B, consigliamo “Midnight movies – From the margin to mainstream” di Stuart Samuels, ovvero come quei titoli (“Pink Flamingos”, “Eraserhead,” “El topo”, “Freaks”, “La notte dei morti viventi”, etc) si sono trasformati, con il tempo, da pellicole dedicate ad un pubblico di appassionati cinefili con gusti fuori dall’ordinario a cult del cinema mondiale.







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