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"Fosca": presentato al Festival di Venezia il corto della giovane regista aretina Maria Chiara Venturini

Fra Meryl Streep e Brad Pitt, Roman Polanski e Joaquin Phoenix, Luca Marinelli e Julie Andrews, c’era anche una giovane regista toscana nei pressi del red carpet della 76esima edizione della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Maria Chiara Venturini, 27enne nata ad Arezzo ma residente a Los Angeles, ha presentato il suo ultimo cortometraggio, “ Fosca ”, alla SIC@SIC (Short Italian Cinema @ Settimana Internazionale della Critica), una sezione fuori concorso del Festival in cui competono sette cortometraggi di autori italiani ancora non approdati al lungometraggio.

La protagonista del corto è una bambina, Fosca, che si ritrova a prendersi cura della sua famiglia, una volta aristocratica e benestante, andata in bancarotta e alle prese con grandi problemi economici. Il padre e i fratelli sembrano non accettare la situazione e ignorano Fosca che, alla ricerca di un po’ d’ amore, troverà un appiglio nel ricordo della madre, un’abile tassidermista. Sarà proprio la scoperta dello studio e degli strumenti di lavoro della mamma defunta che farà pensare alla bambina di raggiungere quell’affetto tanto desiderato con un bizzarro processo di auto-tassidermia.

Un lavoro, quello di Maria Chiara Venturini, che mescola note dark e ironiche, horror e commedia, e in cui la regista aretina strizza l’occhio ad uno dei suoi autori preferiti, Tim Burton, che sin dai suoi esordi con “Vincent”, fino a “Frenkenweenie”, passando per “La sposa cadavere”, ha affrontato spesso il complicato rapporto tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti.

Fra gli attori, oltre alla piccola Elisabetta Bonini che interpreta Fosca, ci sono alcuni volti noti come Massimiliano Rossi, attore di numerosi film di Edoardo de Angelis (“Mozzarella Stories”, “Indivisibili”, “Il vizio della speranza”) e Ludovico Succio, tra i protagonisti di “Primo Re”.

La “ricetta” di questo ultimo lavoro, Maria Chiara, l’aveva già illustrata in un “tutorial” su Vimeo. Una tazza di sudore, un cucchiaio di lacrime, un mucchio di problemi, una goccia di padre malefico, erano gli ingredienti che utilizzava in un video che ricorda la stop motion e agli effetti analogici di Michel Gondry e de “L’arte del sogno”. Il regista francese di “The Eternal Sunshine of the Spotless Mind” e il già citato Tim Burton sono gli autori a cui la giovane film-maker toscana si ispira, insieme a Spike Jonze e Jan Svankmajer e, a vedere da molti dei suoi corti, come “Bob in the Rain and the Lizard of Hope" e “The Laboratory of Dr. Enerd”, gli omaggi sono evidenti.

Per vedere i suoi video:www.vimeo.com/user25692710







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