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Festival del Film Etnomusicale: i documentari sulle culture e le musiche dal mondo al Cinema Spazio Uno

Si terrà al Cinema Spazio Uno, dal 25 al 27 settembre il Festival del Film Etnomusicale “Immagini e Suoni del Mondo”, la rassegna dedicata ai migliori doc dedicati alle culture e musiche provenienti da tutto il mondo.

Il programma si aprirà, mercoledì 25 settembre alle 21 (con replica il 26 settembre) con “Miles Davis. Birth of the cool” di Stanley Nelson, l’anteprima italiana del film sulla vita e la carriera di uno dei musicisti più innovativi del XX secolo. Attraverso le parole dell’autobiografia di Davis, il materiale d’archivio e le interviste a storici e amici, Nelson delinea la figura e il mito di questo genio di cui, ancora oggi, la musica subisce le influenze.

La giornata del 26 settembre sarà totalmente all’insegna del blues e del jazz con il documentario, in prima visione, “I am the blues (Les derniers demons du blues)” di Daniel Cross, un viaggio musicale nelle “bettole” del Missisippi, dove ancora suonano alcuni mostri sacri del blues. A seguire “"Blue note record. Beyond the notes”, il film in cui Sophie Huber ci accompagna alla scoperta dell’etichetta, la Blue Record, che, dal 1939, ha fatto la storia della musica afroamericana, a partire dal jazz fino ad arrivare all’hip hop.

Nella terza giornata del Festival, venerdì 27 settembre, saranno 3 i film in programmazione: “Indus Blues. The forgotten music of Pakistan” di Jawad Sharif, la vita e le difficoltà dei musicisti in un paese come il Pakistan, dove ancora lavorare con la musica è un tabù; “Papa Hedi – The man behind the microphone”, di Claire Belhassine, il ritratto di Hedi Jouini, il “Frank Sinatra” della Tunisia, la star più popolare del paese nordafricano; “Piazzola- The years of the shark”, il documentario di Daniel Rosenfeld sul compositore argentino e suonatore di bandoneon Astor Piazzolla, che con il suo "tango nuevo", ha unito tradizione e innovazione.

Il 28 settembre i documentari arrivano dall’America Latina. Apre la serata “No habrà rivolucion sin cancion” di Mélanie Brun che, partendo dalle parole di Salvador Allende, ci mostra la vita musicale cilena prima e durante il governo di Unità Popolare fino alla dittatura di Pinochet. A seguire “Yo no me llamo Ruben Blades” di Abner Benaim, il racconto della star della salsa degli anni ‘70, Ruben Blades, attraverso una carriera lunga 50 anni, e “Eliades Ochoa. De Cuba y para el mundo” di Cynthia Biestek, un omaggio al musicista cubano Eliades Ochoa diventato famoso con il gruppo Buena Vista Social Club.

L’ultima serata del festival, domenica 29 settembre, sarà dedicata ai film che arrivano dall’Africa subsahariana con “Beats of the Antonov” di Hajooj Kuka, il racconto su un popolo dilaniato dalla guerra civile, quello del Blue Nile e Nuba Mountain, e sul ruolo della cultura e della musica nella loro vita quotidiana; “Toumast. Guitars and Kalashnikovs” di Dominic Margot, il documentario in cui Moussa Ag Keyna, ex ribelle e musicista, ci guida attraverso la storia recente dei Tuareg, tra peregrinazioni, ingiustizie e speranza; e, in chiusura, “Burkinabè Rising. The Art of Resistance in Burkina Faso” di Iara Lee, il documentario sulla resistenza creativa nonviolenta, fatta di musica, cinema, ecologia ed arte, in Burkina Faso.
Dopo la proiezione seguirà un intervento musicale del musicista e compositore burkinabe Gabin Dabire’.

Programma completo:www.multiculti.it







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